Octavarium, the real one

Dopo una lunga attesa, ho potuto finalmente ascoltare l'ultimo capolavoro dei Dream Theater: Octavarium. Un umile disco da un'ora ed un quarto, otto canzoni tra qui l'ultima, Octavarium, della bellezza di 24 minuti!

Il disco si apre con "The root of all evil", una introduzione molto cupa che riporta un po' indietro nel tempo, già si sente un po' di influenza pinkfloydiana che scompare non appena entrano in gioco le distorsioni e la grinta Heavy Metal che non lascia mai da parte tastiere e synth! Una nota particolare è meritata dal richiamo inconfondibile con This Dying Soul del penultimo album (train of thought).

Ora raccontare tutte le canzoni non è possibile, però ci tengo a sottolineare come questa volta i virtuosismi e le peripezie tecniche sono tenuti molto da parte, a favore di ottime melodie e di uno stile che matura sempre di più. Octavarium è un disco meno aggressivo del precedente, ma ciò non significa meno potente. Molto più psichedelico di altri lavori e, come dicevo prima, si sentono spesso parti che ricordano i Pink Floyd, soprattutto nell'ultimo brano.

Octavarium non è la solita musica che si ascolta in questi anni, è una nuova perla nell'universo della musica. Per questi e molti altri motivi devo ammettere che i Dream Theater mi hanno stupito anche questa volta.

 

la mia chiavetta freme...il mio portafoglio anche per il 23 giugno: devo andarmi a piglià il biglietto

Fantastici è dire tutto! :)

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