Closed Source

Per tutti quelli che credono nei formati proprietari

Una notizia che aspettavo da tempo: l'ultimo service pack di Office 2003 disabilita l'apertura di vecchi file. «Non sono sicuri» dice Microsoft, e se io dicessi «Sono di mia proprietà»?

linux girl


Da Slashdot apprendo questa mattina che il Service Pack 3 per Office 2003 disabilita il supporto per vecchie versioni di Word, Excel, o Corel Draw.
Microsoft afferma che questi formati sono insicuri e che gli utenti vanno tutelati. La soluzione più semplice è stata quella di rimuoverne il supporto.

Cosa succederà fra qualche mese quando un'impiegata avrà bisogno di riaprire un vecchio documento redatto in Word '97? Nulla, l'impiegata non lo potrà aprire, dovrà chiamare un sistemista o il servizio di assistenza o, nel peggiore dei casi, cancellare il file credendolo difettoso.

Perché?

Perché una azienda ha deciso al posto mio cosa sia meglio o peggio per me. L'effetto collaterale è che il formato proprietario vincola la libertà delle informazioni, anche di quelle proprie!

Fortunatamente per molti di questi formati sono state rilasciate le specifiche. Queste, anche se non complete, sono sufficienti a permettere l'apertura di questi documenti a software come OpenOffice.org

I formati (ed i software) aperti permettono la piena interoperabilità e la garanzia che questi saranno sempre fruibili, i formati chiusi (o proprietari) lo permettono fintanto chi ne detiene la proprietà ne fornisce il supporto, inteso sia come software, sia come servizio di assistenza.

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Skype Out, scatto alla risposta

SkypeDa oggi viene introdotto lo scatto alla risposta per le telefonate Skype Out, l'importo è di ben 0.039€ + IVA (0.045€). Praticamente come una telefonata di circa due minuti (il costo al minuto è di 0.02€ IVA inclusa).

E' la naturale evoluzione di un progetto Closed Source: l'azienda ha un business da difendere ed un bilancio da far quadrare, aumentare le tariffe approfittando della posizione che ritengo di poter definire "dominante", è una mossa ovvia.

Spero vivamente che i sostenitori del Closed Source (spesso contrari al software ed ai protocolli Open Source) si rendano conto di come anche in questo caso un formato proprietario sia dannoso per il mercato. Al contrario, se Skype fosse basato su un protocollo aperto, ora sicuramente esisterebbero numerose alternative, alimentando il mercato con prodotti validi ma allo stesso tempo intercambiabili.

Ora non resta che continuare a supportare software alternativi basati su protocolli aperti, come ad esempio OpenWengo, del quale è uscita da poco la versione 2. Nei prossimi giorni effettuerò dei nuovi test dopo i risultati non troppo incoraggianti di sei mesi fa.