Passano gli anni, ma i produttori non cambiano

Passano gli anni, ma i produttori non cambiano

Sono passati molti anni da quando i PC hanno cominciato ad essere distribuiti e venduti in maniera capillare. Fin dall'inizio, quando si acquista un PC "di marca", lo si trova intasato di programmi dimostrativi, pubblicità o altri software di dubbia utilità installati dalla azienda produttrice. Sfortunatamente questa abitudine è ancora in voga.

Vediamo di preciso cosa succede quando una persona acquista un PC.

Nella stragrande maggioranza dei casi, l'utente, ignaro, userà il proprio calcolatore lamentandosi del bloatware presente, stupendosi della lentezza del nuovissimo personal computer ed in generale l'esperienza d'uso non sarà ottimale. Molti non sono in grado di riconoscere che parte del software installato è inutile e diminuisce le prestazioni del PC. A questo aggiungiamo il classico "installiamo l'installabile, anche se non serve" e possiamo facilmente capire come mai la gente ha problemi con il PC. Il risultato è uno strumento che funziona poco o male e quindi non soddisfa gli utenti.

Solo una minima parte di loro, quelli più preparati o che hanno la possibilità di farsi installare il PC da un tecnico, potranno usare il nuovo acquisto, ripulito da tutto il software inutile che inevitabilmente ci si ritrova, e poter ottenere i risultati migliori.

In passato pensavo che nel corso degli anni questo fenomeno diminuisse, invece mi sbagliavo: si tratta anche in questo caso di mercato, di marketing. Le aziende produttrici di hardware installano determinati programmi per pubblicizzare le software house. Tutto questo accade nel mondo dei PC venduti con il noto sistema operativo MS Windows la cui principale fortuna è l'aver adottato una strategia di mercato vincente a discapito, a volte, della qualità del prodotto finale.

Ma cosa possono fare gli utenti per poter essere soddisfatti dei propri computer, poter svolgere le loro attività con serenità ed essere più produttivi?

La risposta sintetica può essere questa: avere un livello minimo di istruzione per quanto riguarda l'uso dei PC in modo da essere consapevoli che si può chiedere un servizio migliore da parte delle aziende che producono hardware e software (utopia).

Ma ci sono anche altre risposte. Ad esempio sono disponibili delle alternative al sistema operativo più diffuso. Sto parlando di Apple e GNU/Linux. Mentre i sistemi Open Source (GNU/Linux e simili) non sono ancora entrati significativamente nel mercato consumer, Apple sta costantemente guadagnando utenti proprio a causa della migliore esperienza d'uso che offre ai propri clienti.

A differenza di un PC con Windows, un computer Apple è funzionante fin da subito al massimo delle sue potenzialità e si è subito produttivi. Lo stesso vale per molte distribuzioni GNU/Linux. Basti pensare al successo strepitoso di distribuzioni come Ubuntu. In pochi minuti, infatti, il sistema è installato e pronto all'uso.

Sfortunatamente viviamo in un mondo dove la domanda si sottomette all'offerta anche se a scuola si insegna l'opposto (l'offerta dovrebbe dipendere da cosa i consumatori domandano). L'evoluzione dell'hardware e del software potrebbe fornire agli utenti dei sistemi informatici una esperienza d'uso decisamente superiore agli standard attuali. Ma gli utenti ignorano inevitabilmente i progressi e si lasciano influenzare dalle mode e dalla pubblicità.

Mi rendo conto che non tutti possono essere esperti informatici, ci sono troppe cose da sapere. Così nel frattempo il mercato ne approfitta e l'economia gira. Potrebbe essere che la consapevolezza non sempre è un bene?

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