Migrazione a KMail 2, andata e ritorno

Migrazione a KMail 2, andata e ritorno

Dopo aver aspettato diverse settimane mi sono deciso di aggiornare KMail. Già da qualche tempo, infatti, nei repository di ArchLinux è presente il nuovo KMail 2, la cui novità principale è l'utilizzo di Akonadi come backend.

Essendo le email uno dei punti critici della mia "vita digitale", ho deciso di fare questo salto in maniera forse incosciente, senza aver fatto alcun test e nemmeno incrociando le dita. Per sicurezza ho eseguito un backup delle email e di tutte le impostazioni così da poter tornare indietro in caso di problemi (ovvero cancellazioni di email non volute, malfunzionamenti, crash... non si sa mai).

La migrazione automatica da KMail 1 a KMail 2

Il primo impatto è stato positivo: al primo avvio della nuova sessione di KDE, KMail 2 chiede se si desidera migrare la vecchia configurazione di KMail 1 o se si preferisce ripartire da zero. Ho scelto la prima.

Per circa 10-15 minuti il processo "kmail-migrator" ha occupato il 100% della CPU (secondo "top"). Comunque un avviso informa l'utente che l'attività di migrazione può richiedere molto tempo e comunque è comprensibile dover aspettare un po' con un archivio di circa cinquantamila email. Tra l'altro rendersi conto di avere una tale quantità di email fa un po' impressione. In ogni caso il processo di migrazione è stato effettuato con apparante successo.

Sembrerebbe tutto perfetto, tranne che KMail 2 non riconosce più la cartella "INBOX" come anche il resto delle email. Il fantastico "Akonadi", durante il processo di migrazione, crede che tutti gli account IMAP abbiano le caratteristiche di Gmail, pertanto inserisce dati errati nel proprio database. Ci sono due soluzioni a questo problema

  1. Modificare a mano il DB di Akonadi (procedura assolutamente sconsigliata).
  2. Cancellare tutta la configurazione di KMail 2 e riconfigurarlo da zero.

In pratica il processo di migrazione è inutile.

La nuova configurazione di KMail 2

Dopo aver cancellato l'account e riconfigrato KMail 2, ora riesco a leggere le email, però ci sono veramente così tanti bug che non mi fido ad utilizzarlo quotidianamente. Nel bug traker di KDE ci sono segnalazioni di email perse, numerosi crash, nuove email non evidenziate... insomma, un bel caos. È davvero un peccato che uno dei software migliori di KDE (almeno dal mio punto di vista), sia rovinato in nome di "Akonadi". La stessa sorte in passato è toccata anche a KAddressbook che per parecchio tempo è stato assolutamente instabile in seguito all'integrazione con questo server.

Sinceramente trovo ridicolo inserire un server aggiuntivo che faccia praticamente da proxy tra un client di posta elettronica ed un server IMAP. È un inutile spreco di risorse e, come sto tristemente notando, sta creando dei problemi non indifferenti.

Ritorno a KMail 1...

A questo punto il problema maggiore è tornare ad una vecchia versione stabile: con ArchLinux è piuttosto dura: al momento non ci sono repository con la vecchia versione di KMail per il downgrade e non ho tempo per ricompilarlo a mano.

Qualcuno mi potrebbe dire: «Cambia client di posta elettronica!», o ancora peggio: «Usa Gmail!». La mia risposta è sempre negativa: ho provato numerosi client ma nessuno all'altezza di KMail 1... e chi segue questo blog sa cosa penso di Gmail.

...ed a Debian

Per risolvere velocemente la questione e tornare ad avere una workstation funzionante ho quindi deciso di installare Debian. Nei momenti critici è la soluzione ottimale: semplice da installare e completa di tutto il software che mi serve :-)

Le mie impressioni su KDE, Akonadi, ArchLinux e tutto il resto

Anche dopo quanto successo (situazione che avevo previsto) sono sempre dell'opinione che ArchLinux sia una splendida distribuzione anche se, ogni tanto, è un po' troppo sul filo del rasoio. Mentre invece KDE ha questa grande pecca: Akonadi, un componente che non è affatto stabile e, in molti casi, è addirittura una zavorra inutile. Spero tanto che il team di KDE continui a supportare il progetto KMail 1 (ed i distributori a distribuirlo) fintanto che KMail 2 non sarà un degno successore.

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